Areknames: quando Messina ha omaggiato Franco Battiato

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Franco Battiato è morto il 18 maggio 2021. In certi posti ha lasciato un silenzio che non si riempie facilmente.

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A Messina, diciotto mesi dopo, nove musicisti hanno cominciato a chiedersi cosa fare con quel silenzio.

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Nove musicisti e un’idea non ovvia

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I Patriots nascono a Messina nel settembre 2022. L’idea di fondo potrebbe sembrare semplice — un tributo a Franco Battiato — ma fin dall’inizio si sono posti una domanda più precisa: non come imitarlo, ma come capirlo.

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La formazione è ampia, e non è casuale nella sua ampiezza. Sonny Foschino alla voce, Silvia Caliò alla voce, Carlo Alex Navarra al sax e alle tastiere, Michele Puleo alle tastiere, Francesco Natoli alla chitarra, Valerio La Torre al violino, Simone Bombaci alla batteria e alle percussioni, Maria Pia Favasuli al basso, Mario Valenti a tastiere e voce. Nove persone con percorsi musicali propri, riunite intorno a un corpus di canzoni che non ha equivalenti nella musica italiana degli ultimi cinquant’anni.

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Battiato non era un cantautore nel senso consueto del termine. Era un sistema: musica colta e popular, filosofia orientale e sintetizzatori, testi che citavano i sufi accanto a quelli che citavano le autostrade. Fare un tributo a questo significa scegliere cosa si vuole capire — e cosa si vuole trasmettere. I Patriots quella scelta l’hanno fatta con cura.

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«Areknames — Viaggio oltre lo spazio siderale»

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Il titolo dello spettacolo evoca fin dal nome l’universo estetico del Maestro: suoni che vengono da lontano, un senso di viaggio senza meta geografica definita. Ventidue canzoni attraverso quarant’anni di musica.

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Areknames non nasce con l’intenzione di replicare i concerti di Battiato. È un’interpretazione — nel senso più letterale: un tentativo di entrare in quelle canzoni e trovare qualcosa di proprio. Il violino di La Torre e il sax di Navarra aggiungono strati che nelle incisioni originali non esistevano. Le voci di Foschino e Caliò portano un timbro diverso da quello inconfondibile del Maestro, senza cercare la mimesi.

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È il rischio scelto — e anche la scommessa.

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L’Arena di Villa Dante, 1 settembre 2023

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Il debutto avviene nell’ambito della programmazione estiva del Comune di Messina, all’Arena di Villa Dante. È il primo settembre 2023. L’estate sta finendo. L’arena è aperta, la sera comincia a raffreddarsi.

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Per una band nata da meno di un anno, è un banco di prova non banale: ventidue brani, nove musicisti sul palco, una città che conosce quella musica e sa riconoscere quando qualcosa funziona davvero.

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I Patriots funzionano. E la stagione che segue porta conferme: il 22 marzo 2024 salgono sul palco del Teatro Annibale Maria Di Francia a Messina — il giorno prima dell’anniversario della nascita di Battiato. Il 26 aprile 2024, al Teatro Trifiletti di Milazzo, il concerto va esaurito. Il 3 maggio, al CineTeatro Rosso di San Secondo a Capo d’Orlando.

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Un teatro dopo l’altro, lungo la costa messinese, in un percorso che stava costruendo qualcosa.

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Un progetto che va oltre il live

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Areknames è uno spettacolo, ma i Patriots non sono soltanto una live band. Il loro lavoro sul repertorio di Battiato ha generato anche un libro: Battiato — 7 testi, 7 chiavi, pubblicato da Rise&Press nell’aprile 2024. Sette canzoni analizzate in profondità — non con il linguaggio della critica musicale, ma con quello di chi ha trascorso due anni a cercare di capire cosa stessero davvero dicendo quelle parole.

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Poi, all’inizio del 2025, arriva il disco: Semankerà, otto tracce che si muovono tra elettronica, rock e atmosfere meditative. Non è un album di cover. È il passo successivo: una musica originale che porta dentro di sé tutto il lavoro fatto.

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Quella domanda nata a Messina nel 2022 — cosa fare con il silenzio di Battiato — non ha ancora finito di trovare risposta. E forse non è quello il punto.

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Messina e il Maestro

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Battiato non era messinese. Era di Riposto, provincia di Catania. Ma la Sicilia — tutta la Sicilia — è sempre stato il territorio emotivo in cui la sua musica ha trovato una risonanza particolare. C’è qualcosa di appropriato nel fatto che siano stati nove musicisti messinesi a portare quelle canzoni in giro per l’isola, teatro per teatro.

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Non c’è imitazione in questo. C’è la responsabilità che ci si prende quando si decide di non lasciare che certe cose svaniscano.

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Seguici per i prossimi appuntamenti dei Patriots e le novità del catalogo Rise&Press.

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